Malasanità, sequestrato mezzo ospedale a Vibo Valentia – Interni
Federica MonteleoneSono in tutto 57 le infrazioni di legge contestate nel provvedimento di sequestro di tre reparti dell’ospedale di Vibo Valentia (ortopedia, centro trasfusionale e pronto soccorso) notificato al commissario dell’Azienda sanitaria provinciale, Rubens Curia, dai carabinieri del Nas e del Noe su mandato della Procura. Nelle 30 pagine dell’atto di sequestro si parla di pericolo di infezioni; di stanze senza finestre e senza prese d’aria, di ambienti con umidità e muffe. Sono state trovate anche delle lastre di eternit nella centrale termica dell’ospedale e sono state riscontrate perdite delle condutture idriche. Molte porte delle stanze dei reparti non consentono il passaggio delle barelle. Ci sono poi anche attrezzature mediche e il registro delle sostanze stupefacenti non a norma. Tra le numerose violazioni i carabinieri hanno riscontrato anche l’illecito stoccaggio di rifiuti speciali. L’impianto elettrico, anch’esso sequestrato, non è a norma ed è privo della presa a terra. Come ha spiegato il Procuratore capo di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, il sequestro preventivo dei reparti del nosocomio è frutto di «un lavoro che va avanti va da tempo e che ha evidenziato gravissime disfunzioni della struttura». Il lavoro degli inquirenti era partito nel dicembre 2007, appena dopo la morte della 16enne Eva Ruscio, avvenuta a soli 11 mesi da quella di un’altra ragazza, Federica Monteleone. Il decesso di quest’ultima, fu causato dovuto ad una scossa elettrica secondo la Ctu della Procura, iniziò far scattare l’allarme sulla pericolosità di quell’ospedale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80342